Alè Livorno, il sito di informazione
Re: Alè Livorno, il sito di informazione
Bravo Dattero bel commento ,vero che più vero non si può è la fotografia del nostro amato Livorno
Re: Alè Livorno, il sito di informazione
Certo che è Brenna. Su tutte le azioni pericolose degli avversari da sempre quando ha giocato è quasi sempre lui il responsabile numero uno, poi ci si ferma a valutare l'errore conseguente fatto dal bimbo di turno. Pare Dainelli nuova versione.
Re: Alè Livorno, il sito di informazione
Ma infatti, c'è una allucinazione collettiva
C'è addirittura chi ha scritto colpa di Risaliti
I bimbi andrebbero protetti e invece si trovano loro malgrado sul luogo della frittata
Re: Alè Livorno, il sito di informazione
Mea culpa, sono ce'o e in più pioveva a dirotto.Carrubone ha scritto: ↑ven 20 set 2024, 8:17Ma infatti, c'è una allucinazione collettiva
C'è addirittura chi ha scritto colpa di Risaliti
I bimbi andrebbero protetti e invece si trovano loro malgrado sul luogo della frittata
Detto questo, Brenna sarà un canino e i bimbi pure, ma il modulo non li aiuta. Inutile voler fare il Real se un c'hai la susta. L'allenatore deve correre ai ripari perché se aspetti Cianciua stai fresco.
6 agosto 1284: l'estinzione dei pisani
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Re: Alè Livorno, il sito di informazione
Io devo esse' cèo, perché dagli highlights sembra proprio Risaliti.
Re: Alè Livorno, il sito di informazione
Articolo di Sassicaia circa le vicende miserevoli di questa società che hanno accompagnato il compleanno di Nostro Signore Igor Protti: https://www.ale-livorno.com/2024/09/25/ ... o-stefano/
Re: Alè Livorno, il sito di informazione
Rieccoci qua con Sassicaia che fa il punto della situazione dopo la fine della stagione, a voi:
Io, Livornese a Livorno

Calcisticamente parlando si è indubbiamente trattato di una stagione estremamente positiva per il nostro amato Livorno, padrone indiscusso del campionato e finalmente tornato nel professionismo. Ciliegina sulla torta il titolo di campione d’Italia dilettanti, uno “scudettino” nel quale i ragazzi di Indiani hanno fortemente creduto e per il quale hanno avuto il merito di stare sul pezzo fino alla fine. Sono stati mesi e settimane molto intense, durante le quali non sono mancate le avversità ed alcuni passaggi a vuoto che, nonostante tutto, rimarranno macchie indelebili nella storia della società (su tutti il 7 a 1 patito con il Ghiviborgo). Gli amaranto hanno vissuto a lungo della luce riflessa del loro mister, uno specialista assoluto della categoria al quale, oltre ai meriti tecnici e tattici, vanno riconosciute le doti umane ed il carisma che hanno permesso di mantenere unito ed affiatato un gruppo numeroso. I tifosi, come sempre, hanno fatto la loro parte con la consueta passionalità, macinando centinaia di chilometri, mettendo da parte rancori e malumori nei confronti di una proprietà che, se non altro, ha percepito che non era più il caso di balzare agli onori della cronaca per dichiarazioni fuori luogo o, peggio ancora, gesti eclatanti che la maggior parte degli sportivi non ha ancora digerito (e probabilmente non digerirà mai). E’ arrivata anche la tanto agognata concessione ventennale del Centro Sportivo, requisito indispensabile per una città che ambisce a programmare la stabilità nel calcio che conta. Risulta però strano, almeno al momento, che l’impianto di Banditella sia riservato al solo settore giovanile mentre la prima squadra sarà costretta ad allenarsi ancora una volta in affitto sul campo del CONI. Restano dubbi e perplessità riguardo le intenzioni e la solidità del broker brasiliano, al quale verrà presto misurato il polso dagli eventi che si verificheranno in vista dell’inizio della prossima stagione. La società dovrà ritagliarsi un abito professionistico in ogni suo singolo componente, adattandosi ai tempi ed alla competitività di un campionato che si preannuncia molto difficile. Ci saranno piazze importanti e personaggi abituati a muoversi in certi ambienti. In poche parole, niente a che vedere con la serie D appena vinta. Da parte nostra, fermo restando la completa incompatibilità con le ideologie, i metodi e gli approcci dell’attuale proprietà, continueremo a sostenere la maglia e a dare a tutti la possibilità di esprimere, garbatamente, il proprio pensiero sul forum. E’ un dato di fatto che c’è ancora tanto da dimostrare e che ci sono ancora molti punti sui quali sarebbe opportuno fare chiarezza. C’è da dire che purtroppo l'idea di calcio popolare, il senso di appartenenza ed il legame con i tifosi sono ormai diventate delle illusioni, sopraffatte dagli interessi e dai giri economici che governano sempre più anche altri settori. L’amore per il Livorno resta e, per quanto ci riguarda, resta soprattutto la coerenza ed il modo di trattare tutto ciò che gravita intorno alla nostra squadra del cuore, un legame fatto di appartenenza e condivisione che niente e nessuno mai potrà distruggere. Un po’ come questo forum, uno spazio tutto nostro dove Livorno e il Livorno vengono sempre prima di tutto e di tutti, specialmente prima di quelli sempre pronti ad osannare il padrone di turno, a cambiare bandiera, a saltare sul carro del vincitore o ad ergersi paladini della verità sui vari social, un mondo costellato di “leoni da tastiera” che non sono in grado di sostenere un contraddittorio e condensano in rete le loro frustrazioni non sfogate nella vita reale.
Forza Livorno, come sempre, più di sempre.
Io, Livornese a Livorno

Calcisticamente parlando si è indubbiamente trattato di una stagione estremamente positiva per il nostro amato Livorno, padrone indiscusso del campionato e finalmente tornato nel professionismo. Ciliegina sulla torta il titolo di campione d’Italia dilettanti, uno “scudettino” nel quale i ragazzi di Indiani hanno fortemente creduto e per il quale hanno avuto il merito di stare sul pezzo fino alla fine. Sono stati mesi e settimane molto intense, durante le quali non sono mancate le avversità ed alcuni passaggi a vuoto che, nonostante tutto, rimarranno macchie indelebili nella storia della società (su tutti il 7 a 1 patito con il Ghiviborgo). Gli amaranto hanno vissuto a lungo della luce riflessa del loro mister, uno specialista assoluto della categoria al quale, oltre ai meriti tecnici e tattici, vanno riconosciute le doti umane ed il carisma che hanno permesso di mantenere unito ed affiatato un gruppo numeroso. I tifosi, come sempre, hanno fatto la loro parte con la consueta passionalità, macinando centinaia di chilometri, mettendo da parte rancori e malumori nei confronti di una proprietà che, se non altro, ha percepito che non era più il caso di balzare agli onori della cronaca per dichiarazioni fuori luogo o, peggio ancora, gesti eclatanti che la maggior parte degli sportivi non ha ancora digerito (e probabilmente non digerirà mai). E’ arrivata anche la tanto agognata concessione ventennale del Centro Sportivo, requisito indispensabile per una città che ambisce a programmare la stabilità nel calcio che conta. Risulta però strano, almeno al momento, che l’impianto di Banditella sia riservato al solo settore giovanile mentre la prima squadra sarà costretta ad allenarsi ancora una volta in affitto sul campo del CONI. Restano dubbi e perplessità riguardo le intenzioni e la solidità del broker brasiliano, al quale verrà presto misurato il polso dagli eventi che si verificheranno in vista dell’inizio della prossima stagione. La società dovrà ritagliarsi un abito professionistico in ogni suo singolo componente, adattandosi ai tempi ed alla competitività di un campionato che si preannuncia molto difficile. Ci saranno piazze importanti e personaggi abituati a muoversi in certi ambienti. In poche parole, niente a che vedere con la serie D appena vinta. Da parte nostra, fermo restando la completa incompatibilità con le ideologie, i metodi e gli approcci dell’attuale proprietà, continueremo a sostenere la maglia e a dare a tutti la possibilità di esprimere, garbatamente, il proprio pensiero sul forum. E’ un dato di fatto che c’è ancora tanto da dimostrare e che ci sono ancora molti punti sui quali sarebbe opportuno fare chiarezza. C’è da dire che purtroppo l'idea di calcio popolare, il senso di appartenenza ed il legame con i tifosi sono ormai diventate delle illusioni, sopraffatte dagli interessi e dai giri economici che governano sempre più anche altri settori. L’amore per il Livorno resta e, per quanto ci riguarda, resta soprattutto la coerenza ed il modo di trattare tutto ciò che gravita intorno alla nostra squadra del cuore, un legame fatto di appartenenza e condivisione che niente e nessuno mai potrà distruggere. Un po’ come questo forum, uno spazio tutto nostro dove Livorno e il Livorno vengono sempre prima di tutto e di tutti, specialmente prima di quelli sempre pronti ad osannare il padrone di turno, a cambiare bandiera, a saltare sul carro del vincitore o ad ergersi paladini della verità sui vari social, un mondo costellato di “leoni da tastiera” che non sono in grado di sostenere un contraddittorio e condensano in rete le loro frustrazioni non sfogate nella vita reale.
Forza Livorno, come sempre, più di sempre.
Re: Alè Livorno, il sito di informazione
Si apre la nuova stagione e Sassicaia la inaugura scrivendoci le sue sensazioni, che ovviamente condividiamo.
Buona lettura.
Sempre al tuo fianco

Mentre passeggiavo percorrendo la strada che mi avrebbe portato allo stadio, una marea di pensieri affollava la mia mente.
Certo, l'emozione di tornare al Picchi, in Curva Nord, era tanta, ma sentivo che c'era di più, molto di più.
Avrei rivisto molti amici con i quali condivido da sempre l'amore per l'amaranto e con loro avrei parlato a 360° della nostra squadra, della nuova stagione, delle sensazioni e delle prospettive, con le chiacchiere che finalmente avrebbero lasciato spazio al campo.
Però, tra tutti i pensieri, ce n'era uno fisso, più forte degli altri, indiscutibilmente il più importante: chissà come sta Igor, dov'è, cosa fa, chi c'è accanto a lui. Dopo una fila non indifferente, riesco finalmente ad entrare ed a godermi lo spettacolo dei gradoni della Nord: un tripudio di cori, colori e striscioni, che mi catapulta immediatamente nel clima partita.
Lo stadio è tirato a lucido, ci sono le telecamere di Sky e soprattutto, c'è Cristiano Lucarelli nel ruolo di padrino per questa ouverture di prestigio.
Neanche il tempo di commentare la formazione scelta da mister Formisano che lo speaker annuncia a sorpresa la presenza di Igor: un attimo di assordante silenzio aleggia nel cielo ardenzino, per poi lasciare spazio ad un boato senza precedenti quando la nostra leggenda varca il tunnel degli spogliatoi, per fare ingresso sul terreno di gioco.
"Hai visto? C'è Igor!" è la frase che echeggia persona dopo persona, con lo stesso stupore e la stessa gioia di un bambino quando vede Babbo Natale.
Inizia il giro del campo e la gente non sta più nella pelle, i brividi corrono su tutta la schiena e le lacrime di commozione non tardano a prendere il sopravvento.
Il suo popolo lo abbraccia come un figlio e lui abbraccia idealmente tutti, uno ad uno, dal più piccolo al più anziano dei suoi sostenitori.
Esatto, ho detto sostenitori e non tifosi. Sì, perché Igor si sostiene e si ama, a prescindere dal fatto che è stato il più grande giocatore nella storia del Livorno Calcio, ma anche e soprattutto, per il fatto che è colui che meglio di chiunque altro ha costruito anno dopo anno un legame indissolubile con la città, con il suo spirito e le sue tradizioni, identificandosi nei valori che questa comunità esprime da sempre.
Livorno ed i livornesi gli vogliono bene ed il sentimento è decisamente reciproco.
Non sarai mai solo capitano!
Oltre alla tua splendida famiglia, ne hai un'altra piuttosto numerosa di amaranto vestita.
In verità dopo aver vissuto così intensamente quei minuti, avevo già dato un senso alla mia presenza per la prima di campionato.
Entrano le squadre in campo e la bellezza della nuova maglia si prende la scena iniziale.
Si parte, ma non convincono del tutto le scelte iniziali con Dionisi unica punta ed un gioco affidato quasi esclusivamente a sterili lanci lunghi.
Poco da segnalare nella prima frazione, a parte il fischio arbitrale per un fallo che ha viziato il gol di testa di Panaioli e l'assoluta indisponenza della nuova tecnologia FVS che ci auguriamo, sarà rivista e modificata.
Nel secondo tempo siamo partiti con la "cazzimma" giusta, più corti e più aggressivi, un atteggiamento subito premiato dal gol di Marchesi (successivamente ingenuo nell'episodio dell'espulsione).
Nessuno ha risparmiato la gamba ed i ragazzi hanno dato tutto, soprattutto da quando siamo rimasti in dieci. L'impressione è che serva ancora qualcosa ad un centrocampo apparso leggerino, sicuramente qualcuno di più muscolare e di stazza adeguata da far valere nei contrasti.
La sensazione comunque è quella di una squadra cazzuta come piace a noi, soprattutto in difesa, dove poco o niente è stato concesso agli avanti avversari.
Eccellenti i tempi ed i modi in cui il mister ha gestito il match, anche negli interminabili minuti di recupero.
Il finale lo dedico alla nostra gente, passionale, competente e direi anche intelligente.
Le critiche della dirigenza riguardanti il numero di abbonamenti staccati, sono state travolte dai numeri di una tifoseria che, se in sintonia con la mentalità dei ragazzi in campo, può essere l'arma in più di questa stagione.
Del resto saper gestire una società di calcio (e non mi riferisco solo ai freddi numeri di un bilancio) non è cosa per tutti, così come l'arte di saper scegliere i giusti collaboratori che sappiano interagire e creare la giusta empatia con tutte le componenti cittadine.
Nonostante tutto, abbiamo vissuto una grande serata ed abbiamo dimostrato che niente e nessuno potranno mai tarpare le ali ai nostri pensieri, alle nostre emozioni ed alla nostra voglia di continuare ad onorare una maglia e una città.
Buona lettura.
Sempre al tuo fianco

Mentre passeggiavo percorrendo la strada che mi avrebbe portato allo stadio, una marea di pensieri affollava la mia mente.
Certo, l'emozione di tornare al Picchi, in Curva Nord, era tanta, ma sentivo che c'era di più, molto di più.
Avrei rivisto molti amici con i quali condivido da sempre l'amore per l'amaranto e con loro avrei parlato a 360° della nostra squadra, della nuova stagione, delle sensazioni e delle prospettive, con le chiacchiere che finalmente avrebbero lasciato spazio al campo.
Però, tra tutti i pensieri, ce n'era uno fisso, più forte degli altri, indiscutibilmente il più importante: chissà come sta Igor, dov'è, cosa fa, chi c'è accanto a lui. Dopo una fila non indifferente, riesco finalmente ad entrare ed a godermi lo spettacolo dei gradoni della Nord: un tripudio di cori, colori e striscioni, che mi catapulta immediatamente nel clima partita.
Lo stadio è tirato a lucido, ci sono le telecamere di Sky e soprattutto, c'è Cristiano Lucarelli nel ruolo di padrino per questa ouverture di prestigio.
Neanche il tempo di commentare la formazione scelta da mister Formisano che lo speaker annuncia a sorpresa la presenza di Igor: un attimo di assordante silenzio aleggia nel cielo ardenzino, per poi lasciare spazio ad un boato senza precedenti quando la nostra leggenda varca il tunnel degli spogliatoi, per fare ingresso sul terreno di gioco.
"Hai visto? C'è Igor!" è la frase che echeggia persona dopo persona, con lo stesso stupore e la stessa gioia di un bambino quando vede Babbo Natale.
Inizia il giro del campo e la gente non sta più nella pelle, i brividi corrono su tutta la schiena e le lacrime di commozione non tardano a prendere il sopravvento.
Il suo popolo lo abbraccia come un figlio e lui abbraccia idealmente tutti, uno ad uno, dal più piccolo al più anziano dei suoi sostenitori.
Esatto, ho detto sostenitori e non tifosi. Sì, perché Igor si sostiene e si ama, a prescindere dal fatto che è stato il più grande giocatore nella storia del Livorno Calcio, ma anche e soprattutto, per il fatto che è colui che meglio di chiunque altro ha costruito anno dopo anno un legame indissolubile con la città, con il suo spirito e le sue tradizioni, identificandosi nei valori che questa comunità esprime da sempre.
Livorno ed i livornesi gli vogliono bene ed il sentimento è decisamente reciproco.
Non sarai mai solo capitano!
Oltre alla tua splendida famiglia, ne hai un'altra piuttosto numerosa di amaranto vestita.
In verità dopo aver vissuto così intensamente quei minuti, avevo già dato un senso alla mia presenza per la prima di campionato.
Entrano le squadre in campo e la bellezza della nuova maglia si prende la scena iniziale.
Si parte, ma non convincono del tutto le scelte iniziali con Dionisi unica punta ed un gioco affidato quasi esclusivamente a sterili lanci lunghi.
Poco da segnalare nella prima frazione, a parte il fischio arbitrale per un fallo che ha viziato il gol di testa di Panaioli e l'assoluta indisponenza della nuova tecnologia FVS che ci auguriamo, sarà rivista e modificata.
Nel secondo tempo siamo partiti con la "cazzimma" giusta, più corti e più aggressivi, un atteggiamento subito premiato dal gol di Marchesi (successivamente ingenuo nell'episodio dell'espulsione).
Nessuno ha risparmiato la gamba ed i ragazzi hanno dato tutto, soprattutto da quando siamo rimasti in dieci. L'impressione è che serva ancora qualcosa ad un centrocampo apparso leggerino, sicuramente qualcuno di più muscolare e di stazza adeguata da far valere nei contrasti.
La sensazione comunque è quella di una squadra cazzuta come piace a noi, soprattutto in difesa, dove poco o niente è stato concesso agli avanti avversari.
Eccellenti i tempi ed i modi in cui il mister ha gestito il match, anche negli interminabili minuti di recupero.
Il finale lo dedico alla nostra gente, passionale, competente e direi anche intelligente.
Le critiche della dirigenza riguardanti il numero di abbonamenti staccati, sono state travolte dai numeri di una tifoseria che, se in sintonia con la mentalità dei ragazzi in campo, può essere l'arma in più di questa stagione.
Del resto saper gestire una società di calcio (e non mi riferisco solo ai freddi numeri di un bilancio) non è cosa per tutti, così come l'arte di saper scegliere i giusti collaboratori che sappiano interagire e creare la giusta empatia con tutte le componenti cittadine.
Nonostante tutto, abbiamo vissuto una grande serata ed abbiamo dimostrato che niente e nessuno potranno mai tarpare le ali ai nostri pensieri, alle nostre emozioni ed alla nostra voglia di continuare ad onorare una maglia e una città.
- Nenciodamus
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- Località: Livorno
Re: Alè Livorno, il sito di informazione
magistrale.
"La questione morale esiste da tempo e dalla sua risoluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico." Enrico Belinguer