US Livorno – Seravezza 2-0

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In ritardo a causa del doveroso silenzio elettorale, ecco a voi le pagelle masochiste.

Fogli 6,5
A volte l’indecisione è una virtù. In dubbio se uscire a valanga sull’attaccante lanciato a rete o rimanere in porta, si ferma a metà, cosa che gli consente di intervenire con una super parata.
Il giorno successivo, chiamato a votare per la prima volta, entra in cabina incerto, e mette mezza X. C’è da capirlo.

Karkalis 6
Da non confondere con il Cialis, farmaco utilizzato negli uomini per il trattamento della disfunzione erettile. C’è da dire che le sue performance non sono sempre all’altezza di quelle dei compagni. Ansia da prestazione?

Russo 6,5
Pronti via e regala subito un paio di testate di benvenuto sul cuoio capelluto avversario. Poi utilizza tutta una serie di armi non convenzionali sugli arti inferiori dei giocatori del Seravezza tanto da destare la preoccupazione dell’ONU.

Fancelli 6,5
Quest’anno non siamo stati costretti a rovistare nei cassonetti dell’indifferenziata per trovare le nostre giovani quote e i risultati si vedono, anche grazie all’introduzione del porta a porta voluto dal d.s. Braccini. L’unico inconveniente è che bisogna stare attenti a non dimenticarsi il giorno in cui passano a ritirarla, ma per la giusta causa amaranto questo e altro.

Pecchia 7
Come il pubblico al concerto di Woodstock, sotto la pioggia si esalta, inventandosi tutta una serie di giochi nel fango da far invidia ai bambini sugli spalti. Art Attack.

Cretella 6,5
Dopo 3.456 tiri nostri contro gli zero dell’avversario, segna il classico autogol masochista a cui siamo ormai abituati. Quello che non ci aspettavamo però era che l’arbitro lo annullasse senza un motivo apparente. Graziato dal direttore di gara, cerca di riscattarsi segnando un gol, ma sul più bello pecca di altruismo appoggiando dentro una pozzanghera un pallone per il compagno.

Luci s.v.
Passano neanche dieci minuti e la sua caviglia finisce in una pressa piegatrice. Cerca di restare stoicamente in campo ma al primo cambio di direzione si affloscia come una margherita. Esce strappandosi la fascia e prendendosela con il vertice della piramide delle divinità ultraterrene. E non stiamo parlando di Igor Protti.

Dal 20’ Lo Faso 6,5
Ricorda tragicamente quei pescatori ai Piloti, maestri dell’arte del brumeggio che sversano in mare interi bustoni di pastura senza prendere all’amo nemmeno un muggine. Fatti, non pugnette!

Lucarelli 8
Dopo l’ennesima proiezione offensiva segna con un bel sinistro, poi, urlando a pieni polmoni, si spara cento metri sotto la pioggia con un’accelerazione da far impallidire Marcell Jacobs per arrivare dall’altra parte dello stadio ed esultare sotto la Nord a pugno chiuso emulando le gesta di papà Cristiano. Così fai scendere una lacrimuccia di commozione anche a masochismo amaranto.

Belli 7
Segna nel finale col classico tiro dell’infame, un rasoterra debole che spunta tra una selva di gambe avversarie e finisce nell’angolo lontano.

F. Neri 8
Crossa, dribbla, pressa, recupera palloni, tira, sforna assist, cornetti, sfilatini, fa il caffè, esce il cane, ripara rubinetti, coltelli, ombrelli, cucine a gas. Gli manca solo il gol. Ma nessuno è perfetto.

Rodriguez 6,5
Dà sfoggio della proverbiale generosità cubana offrendo assistenza umanitaria ai compagni di reparto, ma alla voce gol segnati il suo score è ancora a zero. Va benissimo la solidarietà socialista ma ogni tanto per buttarla dentro serve un po’ di sano individualismo.

All. Collacchioni 7
Sembrerebbe aver messo temporaneamente al riparo la squadra dalla tipica pulsione di morte che ha contraddistinto i nostri campionati nella storia recente. Ma il condizionale è ancora d’obbligo.

Nella foto: la corsa di Mattia Lucarelli per andare a esultare sotto la Nord.